La rubrica di Ermatto de Maria- Sei sicuro?

 Spesso associamo la parola fragilità alla parola difetto. “Costa cara la fragilità, per chi un posto nel mondo non ha” diceva una persona che probabilmente conosci molto bene e che forse per un certo senso hai anche odiato. Essere fragile significa cadere, ma senza cadere non ci si rialza. Bisogna essere pronti a saper cadere, tu, sei sicuro?

<<Oggi ho preso tutto e l’ho portato con me, sto partendo ma tanto torno subito tranquilli, aspettatemi che tra qualche ora sono qui. Ho preso tutto quello che potevo prendere ho lasciato a casa solo la mia vecchia pianola, ma ho portato con me, insicurezze e fragilità, le mie tanto odiate emozioni.>>

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Che poi se ci pensi è vero, non ci credeva nessuno, o meglio, ti davano tutti per spacciato, per la copia della copia della copia. 

“Ultimo già esiste cosa dobbiamo farci.”

“Piace solo alle bambine.”

Chissà quante volte hai sentito queste frasi e quante volte avresti voluto mandare all’aria tutto, perché magari pensavi che tutto questo fosse vero, in fin dei conti nessuno ti appoggiava, eri considerato il più debole e ad un certo punto sei caduto. Ma per cadere bisogna avere coraggio, bisogna averlo perché per rialzarsi dopo si fa fatica e soprattutto non c’è nessuno, che ti tende la mano. 

Incontri una persona, due, che ti sconvolgono tutto, era quello che serviva per tirarti su, da un burrone che sembrava infinito, le giuste persone, nel giusto momento. Da lí è tutto in discesa, i primi inediti, i primi complimenti e riscontri da parte del pubblico, finalmente sei felice di aver mostrato la tua fragilità, che è stata compresa, quasi a pieno. Quasi a pieno perchè la fragilità se fa parte di noi non ci abbandona mai e questo è un punto cruciale per la sensibilità di un’artista, dico quasi a pieno perché, ancora non hai capito del tutto le tue potenzialità, ed è forse questo il bello, forse questo ti rende così “credibile”. Dici spesso che torneresti tranquillamente a fare il barbiere, mestiere onestissimo, ma credo sia un pensiero di tutti, che la tua strada sta prendendo piano piano la forma di un pianoforte, che suonerà, fino a quando avrai lacrime da buttare sopra i fogli. 

Prima di chiudere, vorrei farti una domanda. 

Sei disposto a mostrarci a pieno la tua fragilità?

Sei sicuro?




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